Basilica di S. Agata
Molte Chiese assai vaste e decorose si trovano in Asciano e anche arricchite di notevoli opere d'arte, molte di queste ora però si trovano riunite in apposito locale, Museo di Arte Sacra presso la casa Parrocchiale, un tempo Chiesa della compagnia laicale di S. Croce.
Appena entrati in Asciano dalla porta Mazzini, a destra in cima a una grandiosa scalinata, si erge la Chiesa di S. Agata.
È certo la più importante chiesa di Asciano.
Venne eretta a Collegiata nel 1542 e Basilica nel 1997. Da questa dipendevano un tempo molte Chiese, ricordate nella bolla di Alessandro III. Di queste alcune si trovano in altri Comuni e Diocesi. Quelle del Comune di Asciano sono:
S. Giovanni a Montecontieri. La vecchia pieve di S. Ippolito
in Asciano, S. Maria a Montemori. S. Niccolo di Camparboli.
L'Ospedale di S. Giovanni in Asciano con annessa Chiesa, che di-
venne Commenda dei Cavalieri Gerosolimitani del priorato di Pi-
sa, oggi Chiesa di S. Bernardino in Asciano corso Matteotti.
Chiesa di S. Agostino
La Chiesa di S. Agostino si trova quasi in fondo al Corso Giacomo Matteotti (già Vittorio Emanuele) verso la porta Senese.
La facciata di mattoni rossoscuri, di semplice struttura roma-
nica con abside Gotica. Fu riaperta al Culto il 23 ottobre 1858 do-
po essere stata chiusa per cinque anni e restaurata perché perico-
lante. Nell'interno è a una sola navata. Fu donata alla confraterni-
ta di Misericordia fin dal 1857 dalla Famiglia Vegni.
A cura della Confraternita medesima, nel 1969 fu rifatto il
pavimento e un completo restauro e in questa occasione furono
anche tolti sei altari che si trovavano rispettivamente lungo le pa-
reti laterali della navata della Chiesa. Appartengono a questa
Chiesa due Grandiosi affreschi su tavola di Matteo di Giovanni e
Pietro di Giovanni d'Ambrogio - adorazione dei pastori -. Anche
questi ora collocati nel Museo.

Al centro del coro di questa Chiesa si trova un monumento
sepolcrale a lacopo Scotti. Figura di grandezza naturale che sta
colle mani incrociate sul petto, scolpito a bassorilievo sul marmo.
Nella Chiesa di S. Agostino è venerata la Madonna di Matteo
di Giovanni, tavola dipinta a tempera con fondo oro, rappresenta
la Vergine seduta in trono sostiene sul ginocchio sinistro Gesù
Bambino abbracciandolo con ambe le mani, mentre Esso con la si-
nistra tiene un pollice della Madre. Questa immagine è venerata
con il titolo di Madonna delle Grazie.
In questi ultimi tempi è stata oggetto di Cronaca, in quanto
mentre il popolo si preparava alla Festa per ricollocare l'immagine
nella detta Chiesa, da dove era stata tolta per lavori di restauro, di
notte tempo fu asportata dalla Collegiata, dove era stata collocata
in preparazione alla Festa. Ciò avvenne il 24 agosto 1969. Fu però
provvidenzialmente ritrovata il 7 dicembre 1969 in Svizzera. Così
fu riportata ad Asciano, dove venne accolta con grande entusia-
smo e concorso di Popolo. Attualmente anche questa si trova nel
noto Museo di Arre Sacra.
Chiesa di S. Francesco
Fuori della porta Massini per una ripida strada si sale su un
colle ricco di vegetazione, che domina il Paese, ove esisteva anche
il Cassero o Fortezza, sul quale poi nel Francescano secolo XIII fu
edificata la Chiesa di S. Francesco, intitolata a Lorenzo martire,
che fu uno dei minori Conventuali.
E di stile Romanico-Gotico, opera forse dei Maestri Comanci-
ni, con facciata semplice in pietra, finestre bifore laterali. Chiuse
quando, nella decadenza artistica del 6-700, subì, come tante al-
tre chiese, le deturpazioni barocche all'interno, e tuttora è in
quello stato, ma molto deteriorata dal tempo e dall'abbandono;
si auspica quindi un intervento molto sollecito, quale veramente
merita l'insigne monumento. Ha un simpatico Campanile merla-
to, parte in mattoni, parte in pietra.
Chiesa di S. Bernardino
Questa Chiesa si trova in luogo centrale e metà corso del paese con semplice ma graziosa facciata in pietra scura.
È antichissima Chiesa, con annesso Spedale di S. Giovanni ir
Asciano, divenne, come è stato detto, commenda dei Cavalieri Gerosolimitani del Priorato di Pisa. Esiste una lapide in fondo
all'interno della Chiesa, che è relativa al restauro del tempio fatte
nel 1.324 dal Commendatore Federigo Spadafuori, e di lui si con-
serva nella Chiesa l'arma Gentilizia fatta in terracotta.
Questa Chiesa dal titolo di S. Giovanni Battista, divenne poi Commenda della Famiglia Bargagli di Montemori, e fino a poco fa detti Signori ne erano i Patroni. Qui si trasferì la Compagnia laicale di S. Bernardino, riunita a quella di S. Marco, dopo la soppressione di Pietro Leopoldo primo.
In quella occasione questa Chiesa con pubbliche oblazioni venne ampliata e ridotta ad archi e volta. Nel 1885 venne patimenti restaurata a cura di detta Compagnia, fu allungata nella parte del coro e posta una nuova orchestra che prima era in fondo alla Chiesa. In questa Chiesa era venerato il Nome di Gesù, opera eseguita a oro con sfondo blu, e circondato da una fascia parimenti in oro con iscrizione.
Copia di quello esistente in Siena. Si dice eseguito da S. Bernardino in un
scuretto di una finestra.
Vecchia Pieve di S.Ippolito
Questa antica Pieve conserva la Vecchia facciata. Si possono ammirare all'interno, sebbene oggi non valorizzati, ma buoni affreschi, della Scuola di Ambrogio Lorenzetti o come vogliono altri
del Sodoma. Questa si dice sia stata la prima Parrocchia di Asciano.
Oggi un po' abbandonata per mancanza di strada con facile
accesso. Ma degna di essere ripristinata, anche per il fatto che la
zona sta prendendo un tale sviluppo demografico, che una Chie-
sa sarebbe quindi molto opportuna.
Questa antica Pieve nei documenti del 714-715 è detta "San-
ta Madre Chiesa" e rimane Chiesa Battesimale fino a tutto i) pri-
mo millennio, nel 1040 titolo di Pieve e diritti passarono alla
Chiesa di S. Agata posta all'interno del Borgo fortificato.
Chiesa di S. Giuseppe Artigiano in Asciano Scalo
Questa Chiesa costruita per volontà, disegno e impegno del Proposto Angiolo Sadotti, inaugurata dal Vescovo di Arezzo nel 1962, attualmente riconosciuta a tutti gli effetti Nuova Chiesa
Parrocchiale.
La Fontana di Piazza
Dal Ponte del Garbo, superato il sobborgo di Camparboli, diretti per la strada di circonvallazione, a sinistra si apre la Piazza del Grano. Qui, dov'era la porta castellana meridionale per Buonconvento presso il torrente Copra, le mura sono tagliate. Non restano neppure i loro monconi, che furono cancellati durante la seconda guerra mondiale. La piazza era il centro della vita attiva e produttiva del paese: vi si tenevano le fiere e i mercati, vi s'indugiavano i mercanti a far negozi, vi sostavano carri e carrozze. I "segantini" affilavano le falci nella cimasa della contro il "mal dire"). Un'altra formella porta scolpita una chiocciola, simbolo torse della costanza. La fontana fu costruita nel XV secolo. E opera di Antonio di Paolo Chini, maestro di pietra, lucchese, che preferì chiamarsi "da Siena" ("Opus Antonii Ghini de Senis - MCCCCLX...", come si legge nell'iscrizione della colonna fatta a brocca, sopra lo stemma di Asciano). L'artista conosceva Domenico di Bartolo, se nelle forme del graffito del pavimento del duomo di Lucca si richiamava al senso plastico del pittore ascianese: e quest'effetto si ripresenta filtrato nelle forme di raffinata eleganza della tonte di Asciano. Lavorerà anche a Grosseto, che nel duomo conserva un suo tabernacolo del 1474.
Per l'esecuzione della fontana di Piazza del Grano Antonio Ghini fu incaricato da Vieri di Nanni e da Pietro di Fabiano Palmieri, che furono podestà di Asciano rispettivamente negli anni 1471 e 1472: i loro stemmi nel vicino palazzo podestarile riportano le date; sulla base della brocca sono scolpiti i loro corrispondenti stemmi, che effigiano i tre spadini dell'arme di Vieri e il cinghiale di quella del Palmieri (di una donna invece è, forse della benefattrice donna Bartolomea de' Tolomei in memoria?, l'effigie del tondo di una formella della tazza). Pertanto la data MCCCCLX..., monca a causa della scheggiatura dell'angolo, si può leggere 1471 o 1472. Con le figure scolpite nelle formelle della vasca i podestà senesi committenti avranno voluto ricordare agli ascianesi le prove, e le promesse, di

fedeltà alla madre Siena; ma l'autore superò i moniti politici per creare un'opera d'arte mirabile. Tanto più si deve ammirare oggi la fontana, che la Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici ha restaurato (1986).
Il palazzo Tolomei ammirabile nel suo splendore all'inizio di via Bartolenga.
Esso fu proprietà della nobile famiglia senese, la quale era padrona di molti terreni e case nel contado d'Asciano. Nelle memorie degli ascianesi è ricordato un certo: Antonio di Meio, il quale nel 1345 cercò il favore dei Tolomei e fece edificare un dormitorio nel convento dei frati minori francescani. Mentre nel 1317, fu eretto uno 'spedale (attiguo al palazzo) chiamato "San Michele Angelo"per volontà di donna Bartolomea di messer Orlando Tolomei la quale mise a disposizione tutti i suoi beni per la sua costruzione.
Il palazzo, edificato, ampliato e sopraelevato un epoche diverse, si addossava alle mura cittadine. La parte originaria risale al XIII secolo e al suo interno vi erano: cortile cintato, scuderie e rimesse, ampie sale d'abitazione e alloggi della servitù. Oggi, viste le caratteristiche delle sue finestre presenta l'eleganza dello stile quattrocentesco..
L'antica fornacetta
ubicata in via Luigi Magi, è stata scoperta pochi anni or sono.
La sua tutela e restaurazione è affidata alla nota associazione LIONS CLUB Crete senesi, la quale, nel 'Operazione fornacetta', scelse due giovani studiose che ebbero l'incarico di ripulire, scavare e indagare nei vecchi documenti architettonici di quello che era conosciuto come lo scantinato 'della vecchia Chinda nota figura ascianese di qualche epoca fà.